Eccovi le foto del mio ultimo giretto negli States …
Sebbene a pochi giorni di distanza dal Summit Netica appena concluso non potevo mancare di partecipare al Synergy di Citrix che si è tenuto dal 3 al 6 maggio a Las Vegas (NV).


Alla keynote Mark Templeton ha subito presentato le novità più interessanti che andranno a migliorare l’esperienza user legata a tutti i clienti dei prodotti Citrix:
- Citrix Receiver ed il Merchandising Server: ovvero il client Citrix viene unificato in un unico componente software, detto appunto Receiver, e le funzionalità vengono installate attraverso dei plug-in specifici che vengono aggiunti, rimossi ed aggiornati attraverso il Merchandising Server. In pratica, i vecchi client quali ICA, Password Manager, Secure Acces Client, Desktop Receiver e WanScaler Client, diventano tutti moduli di questo nuovo Citrix Receiver semplicando al massimo la distribuzione e l’integrazione di tutti essi con i diversi client che li utilizzano, a prescindere dalla loro tipologia. Il nuovo Citrix Receiver è disponibile subito per Windows e per iPhone (è già disponile nell’AppStore) ma viene inoltre annunciato lo sviluppo prossimo anche per Windows Mobile, Symbian ed Android.
- Il famoso progetto “Project Independence” (ovvero un progetto in collaborazione con Intel che prevede un hypervisor minimale che possa girare su ogni client con chipset Intel) porta i suoi frutti e viene annunciato che si chiamerà “XenClient” e che sarà gratuito !! Sarà quindi possibile creare e pubblicare le proprie VM Xen direttamente sui client e farle convivere con il sistema operativo home dell’utente.
- Citrix Dazzle: simile ai prodotti AppStore di Apple, OviStore di Nokia e MarketPlace di Microsoft, Citrix annuncia Dazzle, un “Application Store” di applicazioni nato per essere subito semplice e intuitivo, e per permettere l’installazione con pochi click di qualsiasi una applicazione o servizio informatico.

- Citrix Essential: viene finalmente rilasciato e dimostrato l’utilizzo di Citrix Essential sia per XenServer che per Hyper-V. Le funzionalità integrate sono: Gestione automatizzata dei laboratori con LabManager, integrazione avanzata degli storage tramite Citrix StorageLink™ per la creazione di LUN direttamente da GUI Citrix, Servizi di provisioning dei server con deploy e gestione dei vDisk, Workflow Orchestration tramite Citrix WorkStudio™, Alta disponibilità accompagnata da funzioni avanzate di bilanciamento del carico dei workload per gli host XenServer.
Con la stretta attuale integrazione fra XenServer e XenApp ed AccessGateway, e con l’annuncio di Receiver per tutti queste tipologie di client attualmente Citrix dispone della più grande e capillare gamma di tecnologie per deployare qualsiasi tipo di applicazione dal server al dispositivo dell’enduser riducendo al massimo il TCO complessivo.
Eccovi le foto del del 32° compleanno di Carlo.
E quelle del 1° complese di Jacopo.
Il compleanno della Manu e di Matteo.
Era la notte di San Valentino ed è stato fatto in una baita di montagna raggiunta con una slitta trainata da un gatto delle nevi.
Eccovi qui le foto della serata.
Scrivo questo post per aiutare chi si dovesse trovare a recuperare dati da un disco :
- morente
- formattato da un controller RAID HW SATA del quale non sapete nulla
- gestito precedentemente da un server XEN come StorageRepository per diverse VM e dischi dati
- del quale ignorare partizioni e filesystem contenuti
Spero possa esservi utile.

Premessa: “E’ successo l’irreparabile.”
Il nas dove facevo i backup day, weekly, monthly lo ho venduto ad un amico per prenderne uno
più grosso che ci metterà una settimana ad arrivare. Bè mi dico, sto tranquillo … tanto il mio server xen ha tutti i dati su due Array RAID1.
Ecco 2 giorni dopo il beep fatidico .. il disco “4″ sta morendo.
Io sono incasinato di lavoro e così segnalo il problema al vendor del server e mi faccio inviare un disco nuovo. Il disco arriva e lo installo al posto di quello morente … ma sorpresa delle sorprese: anche questo disco segnala errori di funzionamento !!
Faccio un pò di controlli (sono sempre di corsa per altri lavori) e sembra che il disco nuovo abbia un firmware leggermente vecchio rispetto alla mia macchina … chiamo il vendor, bestemmio un pò e mi faccio inviare un altro disco con lo stesso firmware.
Lo inserisco e magia delle magie lo segnala ancora rotto…
Attenzione …
A questo punto i miei dati richiedono tutto il mio tempo.
Levo il server dal rack e dopo i dovuti controlli dello slot di hotswap e tutto il resto mi accorgo
del problema … i connettori SATA sono invertiti sulle Bay. Quindi ho cambiato 2 volte il disco “4″ quando invece era il disco “3″ ad avere in problema. Merda.
Controllo i dischi con la dovuta calma ed in pochi secondi capisco che ho perso i dati dei disco 4 (quello che era sano !!) a causa dei ripetuti Dentro-Fuori-Dentro dalla bay sata hotswap.
A questo punto capisco che i miei dati originali esistono solamente sul disco “3″ originale.
Il disco “3″ però è “morente” (segnala errori SMART) ovvero potrebbe lasciarmi da un momento all’altro.
Penso ad un DiskDruid su un altro disco ma mi rendo conto che copiare 750GB bit-to-bit su un altro disco richiederebbe ore se non giorni ed il disco morrebbe certamente.
Oltre tutto il disco è un disco Xen. Quindi non un semplice disco con le partizioni ed i filesystem come lo conosciamo tutti ma qualcosa di leggermente più complesso.
Così ho portato il disco a casa ci ho passato la notte sopra.
Alla fine ho recuperato tutto. Anche se ho avuto momenti di pura follia …
Eccovi i passi fondamentali:
- Staccare il disco ed attaccarlo ad una workstation linux aggiornata (Fedora Core 10 nel mio caso).
- Verificare se il disco è stato correttamente visto dal sistema:
dmesg | grep sd
- Xen usa LVM direttamento sul device a blocchi. Quindi è necessario analizzare la struttura LVM dei dischi individuando i logical volume interessati:
pvscan
vgscan
lvscan
lvdisplay
Invididuare il path del disco interessato: /dev/VG-XXXXXXXXXXXXXXXXX/LV-YYYYYYYYYYYYYYYYYY
- Controllare che il disco sia effettivamente quello interessato verificando il tipo di filesystem (sapevo che i dati erano in un volume NTFS sharato da un server Windows 2003):
fdisk -l /dev/mapper/VG-XXXXXXXXXXXXXXXX-LV-YYYYYYYYYYYYYYYYYY
- Verificare il path di mapping del disco LVM interessato:
ll /dev/mapper
- Verificare la struttura della partizioni del disco (qui sta il passaggio duro: xen una logical-volume con il filesystem della macchina ospite direttamente sul device a blocchi. Ma sopra ci crea una partizione p1 che non è già pronta all’uso e deve essere mappata su un altro device per essere montata):
kpartx -l -v /dev/mapper/VG-XXXXXXXXXXXXXXXX-LV-YYYYYYYYYYYYYYYYYY
- Mappare la struttura della partizione del disco individuando le relative partizioni:
kpartx -a -v /dev/mapper/VG-XXXXXXXXXXXXXXXX-LV-YYYYYYYYYYYYYYYYYY
- Verificare la creazione delle partizioni:
ll /dev/mapper
- Montare la partizione individuata(attenzione ad indicare il numero di partizione corretta alla fine del nome del device):
mkdir /mnt/dati_da_recuperare
mount -t ntfs-3g -o ro /dev/mapper/VG-XXXXXXXXXXXXXXXX-LV-YYYYYYYYYYYYYYYYYY1 /mnt/dati_da_recuperare
- Copiarvi fuori i dati partendo dai più importanti. Il mio disco mi ha lasciato 4 volte nei tentativi di copia e dopo qualche minuto con un riavvio del pc sono sempre riuscito a farlo ripartire. Quindi “COPIATE FUORI PRIMA I FILE PIU’ IMPORTANTI !!”

Il compleanno della Lu.
Lo abbiamo fatto fra la neve.
Eravamo tanti.
E’ stato bello.
E lei è matta come sempre.
Eccovi qui le foto della serata, qui le foto nella visione 3D, e qui un piccolo filmatino delle più belle.
Non ci possiamo fermare. Non mi posso fermare.
Un lavoro, una laurea, una famiglia, una casa. Un’auto veloce, le vacanze al mare, il weekend in montagna con gli amici, la gita di aprile, la cena di natale coi parenti, tuo figlio che stringe il tuo indice forte forte.
Tutti noi possiamo aspirare ed avere questo. Sono cose belle e semplici… e la loro ricerca e raggiungimento sono sempre degne di un rispetto che non è in discussione. Non denigrerò mai questi valori semplici in cui fermamente credo.
Ma credo anche che la maggior parte della vita stia da un’altra parte. Da un’altra parte.
E che aspetti solo di essere vissuta.
Credo sia racchiusa nei brevi momenti in cui le tue gambe ti reggono in piedi per la prima volta su una tavola da surf, o quando la vetta ti dice che quello è il punto più alto ed oltre non vi è più neppur respiro, o quando il mare ti dice che la sotto c’è tutto un altro mondo con regole diverse dal tuo, o quando il tuo kite si alza d’improvviso forte e ti stacca dall’acqua di schiena, o quando il tuo paracadute si apre per la tua prima volta strappandoti dal volo veloce, o quando la tavola da snow scivola veloce fra due muri in un passaggio pericoloso e senti il sudore uscire istantaneamente tutto assieme in un attimo di pura paura.
Quando nuoti con lo stessa fatica con la quale cammini, quando corri veloce senza sentire resistenza all’aria, quando il tuo acquilone fà un cascade di half-axel quasi naturalmente fra tue mani, quando la tua moto scarta un cambio di direzione sinuosamente sotto di te senza strappi.
Quando un tuo script di notte fà un lavoro per te senza che vi sia bisogno di un log a controllarlo, quando in una sola riga vi stà un intero giorno di calcolo, quando scopri per puro caso uno shurtcut hidden.
Quando piove e tu la baci in mezzo alla gente fregandotene del tutto intorno a voi, quando sei sotto e lei si muove piano ad occhi chiusi sopra te, quando le copri una spalla da uno spiffero d’aria della finestra e le sussuri buonanotte cucciolo.
In tutti questi attimi vi è un sacco di vita che non deve essere perduta.
Non possiamo. Non posso perderla.




