Monthly Archive for novembre, 2008

Un sacco di vita

Non ci possiamo fermare. Non mi posso fermare.

Un lavoro, una laurea, una famiglia, una casa. Un’auto veloce, le vacanze al mare, il weekend in montagna con gli amici, la gita di aprile, la cena di natale coi parenti, tuo figlio che stringe il tuo indice forte forte.
Tutti noi possiamo aspirare ed avere questo. Sono cose belle e semplici… e la loro ricerca e raggiungimento sono sempre degne di un rispetto che non è in discussione. Non denigrerò mai questi valori semplici in cui fermamente credo.

Ma credo anche che la maggior parte della vita stia da un’altra parte. Da un’altra parte.
E che aspetti solo di essere vissuta.

Credo sia racchiusa nei brevi momenti in cui le tue gambe ti reggono in piedi per la prima volta su una tavola da surf, o quando la vetta ti dice che quello è il punto più alto ed oltre non vi è più neppur respiro, o quando il mare ti dice che la sotto c’è tutto un altro mondo con regole diverse dal tuo, o quando il tuo kite si alza d’improvviso forte e ti stacca dall’acqua di schiena, o quando il tuo paracadute si apre per la tua prima volta strappandoti dal volo veloce, o quando la tavola da snow scivola veloce fra due muri in un passaggio pericoloso e senti il sudore uscire istantaneamente tutto assieme in un attimo di pura paura.

Quando nuoti con lo stessa fatica con la quale cammini, quando corri veloce senza sentire resistenza all’aria, quando il tuo acquilone fà un cascade di half-axel quasi naturalmente fra tue mani, quando la tua moto scarta un cambio di direzione sinuosamente sotto di te senza strappi.

Quando un tuo script di notte fà un lavoro per te senza che vi sia bisogno di un log a controllarlo, quando in una sola riga vi stà un intero giorno di calcolo, quando scopri per puro caso uno shurtcut hidden.

Quando piove e tu la baci in mezzo alla gente fregandotene del tutto intorno a voi, quando sei sotto e lei si muove piano ad occhi chiusi sopra te, quando le copri una spalla da uno spiffero d’aria della finestra e le sussuri buonanotte cucciolo.

In tutti questi attimi vi è un sacco di vita che non deve essere perduta.
Non possiamo. Non posso perderla.

Nessuno tiene i punti

Appare fugamente in brevi e confusi attimi nei miei weekend.
Ma in realta è dentro una vita solamente sua e piena di cose solo sue… e probabilmente adesso è anche giusto così.

Razionalmente lo capisco benissimo.

Poi torna a far parte di me ogni sera … con lo stesso modus della solitudine.
Parole e voci lontane, stanchezza da divano, il volume alto della TV dall’altra parte.
A volte mi par quasi sia più una idea o un concetto astratto che una persona reale.

Così una parte di me dice che è necessario e doveroso … mordere la vita, vivere il presente perchè è l’unica realtà che conta, non dire mai di no a nulla… perchè lì fuori, in fondo, non c’è nessuno che tiene i punti.

Ma non dura molto.
So cosa voglio per sempre, lo so bene.
E’ un desiderio vecchio come il mondo ed oramai fà parte di me.
Ho bisogno di sognare quel futuro diverso.
Ho bisogno di sognare che potrebbe veramente essere quello il mio destino.
Ho bisogno di quelle due parole, di una affermazione pulita e chiara.
Ho bisogno di rischiare tutto, senza mezzi termini.
Basta giocare a vivere.

Non di stelle, non di cielo, non di amore. Non sarebbero reali adesso.
Ma di vita vera, di musica e poesia assieme, di parole ferme fra noi.
Anche di quelle che fanno male. Quelle che ti spiegano la vita, che ti fanno crescere, capire… quelle che ti fanno andare avanti.
Anche di litigare ho bisogno.

Ma non vi sono parole pronte ad uscire da lì. Almeno non ora.
Non ci riesce dice. Ed in ogni caso le sole parole comunque non basterebbero, ed ha ragione anche lì.

Così rallento ancora e mi allontano. Fingo di essere sempre stato solo e riesco a farlo funzionare anche abbastanza a lungo. E mi dico le bugie… e lavoro tanto… e nuoto… e penso al mio ginocchio, a ciò che debbo fare per riportarlo al cento per cento.

E ci sto stretto in questa vita sola.
Anche se nessuno là fuori tiene i punti.