Lo avevi raccolto a casa in enormi scatole di cartone ignifugo.
Erano sparse un pò ovunque tra le tue due case ed il tuo cuore.
Lo avevi costruito con i tuoi compagni di sempre, il tempo ed il silenzio, durante tutte quelle notti insonni chiuso in casa a scrivere.
Ed eri convinto che sarebbe stato pronto ad essere donato al primo avvertimento di un “per sempre”.
Non avevi dubbi su questo.
Era tutto quell’amore che avevi dentro.
Qualche avvertimento ti era anche arrivato.
Avevi sentito il cuore battere forte una sera di marzo.
Ed avevi anche trovato alcuni scatoloni strappati al tuo rientro. Ma lì per lì non ne avevi afferrato il senso vero.
Poi all’improvviso l’agonia è terminata e “lei” è tornata indietro.
Forse perchè alla fine del suo viaggio ha capito quanto valeva quel passato e quanto vera fosse la forza con cui attaccasti quella assurda fine.
Ed è tornata senza paure e senza dubbi dentro. Come tu stesso avevi chiesto.
Era un “per sempre” semplice e chiaro.
Nessuna prova da fare. Nulla da capire.
Nessun dubbio sul sentimento dietro essa. Nessuno.
Ma non avevi fatto i conti con tutto quel male accumulato però… con tutta quella fatica che hai dovuto sopportare mentre riempivi le scatole.
Mettere via un’emozione così forte da soli è difficile.
Non avevi mai capito che un giorno avresti dovuto conteggiare anch’essa nel computo dei giorni.
E così non ci sei riuscito.
Pare un’assurda blasfemia a dirlo adesso, ma non ci sei riuscito.
Perchè vi sono stati momenti e notti e fango che non possono essere cancellati.
Non si può e basta.
Sono stati e nessuno lì può più dimenticare. Neppure le persone a te attorno vi riescono.
La sola via è metterci sopra tempo.
Portare fuori tutte quelle scatole e tentare di darvi un senso.
Donarne tutto il contenuto a chi non è stato l’artefice di quelle notti.
A chi avrebbe avuto un sentimento nuovo e vero, senza ombre del passato.
Così quel sorriso di marzo ti è tornato dentro con forza.
E tu hai fatto la sola cosa giusta.
Hai ascoltato la tua pancia.
Le tue farfalle hanno volato vorticosamente.
Ed hanno parlato chiaro.
E così l’hai fatto.
Hai seguito la sola strada possibile. Ed hai rischiato tutto ciò che avevi.
Hai riportato tutto in strada, strappato tutte le scatole, ordinato il contenuto minuziosamente in un perfetto castello di emozioni.
Poi hai baciato una scelta.
Senza certezze sul futuro.
Perchè è il solo modo che conosci di vivere la vita.
Ed hai visto cose belle.
Esse.
S.
Ma al destino, come sappiamo, non manca il senso dell’ironia.
E così in pochi giorni, prima un sogno rivelatore, poi alcuni sms, e poi poche parole chiare ti hanno ripetuto che non è ancora finita. Che il tempo ed il silenzio torneranno ancora compagni delle tue notti.
Che devi trovare nuovi scatoloni e nuova forza per rimettere tutto dentro. Tutto apposto.
Ancora tempo.
Difendere certi sentimenti da soli è difficile.
Rallentarli estremamente complesso e pericoloso.
Rinchiudere tutto dentro delle scatole quasi impossibile.
Ma lo hai già fatto e puoi farlo ancora.
Conosci quelle notti e quelle strade buie.
Conosci quel quaderno e quella penna.
Sei sempre stato convinto che i sogni si possono realizzare se vi si crede abbastanza tenacemente.
E tu ci credi.
Adesso tempo.
Adesso silenzio.
Ancora.
