Lella è.
Lella vive coi suoi.
Lella sorride sempre, qualunque cosa accada.
Una forza che non posso comprendere la spinge avanti ogni giorno.
Ho vissuto quella casa pochi giorni fà e dentro vi erano solamente cose e verità semplici. Torta fatta in casa, comoda poltrona da cucina, foto di una bimba in famiglia, il vassoio della frutta sul tavolo.
Lella ha attraversato un dolore che non riesco neppure a concepire come possibile.
Però oggi Lella ride, mi abbraccia piano, mi ascolta in silenzio.
Poi racconta sommessamente ciò che ha fatto ieri.
Racconta cosa è successo pochi anni fà.
E lo fà senza soluzione di continuità, come l’acqua di un piccolo torrente che, passando, fà poco rumore.
Sento quelle sue sensazioni lontane in modo sincero, e mi ricordano un dolore che conosco.
Non so cosa accadrà domani, fra un mese o fra vent’anni.
Non so neppure chi incontrerò domattina o dove deciderò di
andare a dormire nei miei prossimi giorni.
Ho smesso da tempo di rincorrere certezze a lungo termine.
Rinchiuso tra freddi appuntamenti di lavoro
e le solite quotidiano fatiche dell’allenamento
faccio di tutto per non pensare.
I letti restano due, le camere da letto restano due, i miei impegni sempre più ed il pensiero di tutte le notti è sempre lo stesso.
Ma Lella oggi ride, e mi fà capire che si può.
Dice che da qualche parte una via esiste.
E questa sera, come ogni tanto, ho bisogno di crederle.
Lella è.
Non so come c’è riuscita ma oggi Lella è.