Monthly Archive for aprile, 2008

Paura Liquida

Un’insalata e dell’ananas al MacDonalds.
Che non la mangia praticamente nessuno un’insalata al MacDonalds.
Poi un IrishCoffee in un posto carino.
Pagato quanto l’insalata.

Due passi da solo nel centro di un posto che non conosci.
Una città medievale piena di case alte e baretti ed insegne e luci soffuse.
Vento insistente e freddo si infila sotto il leggero giubbotto.
E’ passato metà aprile ma è ancora troppo presto per chiamarla estate.

Sei lì per lavoro e tenti semplicemente di vivere la tua sera.

Passi la notte in un ex convento del 1400 dentro le mura.
Ora divenuto Hotel ***.
Il chiostro centrale col giardinetto è come nei vecchi film in bianconero.
Ma una TV Sinudyne 12″ non basta a riempire quella stanza.

Così arrivano le solite cose.

Hai scoperto che di Yaris all’improvviso è pieno il mondo.
Ed anche a 200Km da casa ti scopri a guardarci dentro quando le incroci ai semafori.
E non sai più neppure perchè oramai.

Ma sei bionda adesso ?
E quanto lunghi sono i tuoi capelli ?
Domande che non puoi fare.
Perchè hanno dentro risposte che non puoi avere. Che non vuoi avere.

Perchè puoi dire come sei e mostrare dove vivi.
Perchè puoi parlare di te e dei sogni pazzi e degli amici veri.
Ma non puoi sapere cosa c’è dall’altra parte.
Non riesci neppure ad immaginarlo.
E non ricordi quasi più i contorni dei loro visi oramai.

Tutto questo buio ti sta stretto a volte.
E pur essendo la tua unica difesa a volte ti trova da solo e non lo reggi.

O forse aspetti solamente qualcuna per cui poter creare
immagini degne di poter accompagnare “A te”.

“…

A te che mi hai trovato all’angolo coi pugni chiusi
con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi
con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi
tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te

A te io canto una canzone perchè non ho altro
niente di meglio da offrirti di tutto quello che ho
prendi il mio tempo e la magia che con un solo salto
ci fà volare dentro all’aria come bollicine

A te che io ti ho visto piangere nella mia mano
fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò
e poi ti ho visto con la forza di un aeroplano
prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo

A te che mi hai insegnato i sogni e l’arte dell’avventura
a te che credi nel coraggio ed anche nella paura
a te che sei la miglior cosa che mi sia successa
a te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa

A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore

A te che sei, semplicemente sei
sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei.” (J.)

Ratatouille

Pochi fidatissimi amici a casa.
Piccoli momenti assieme.
Ratatouille. Sia verdura che film.
Tante parole e tanto vino.

E le foto che ne ricordereranno per sempre i momenti.