E’ così che mi costringo a rallentare, a respirare con avidità.
E mi accorgo che quando piove… piove solo dentro alle persone e che al mondo ci sono poche cose ma molto ben fatte e che tutti son costretti a guardarle, non per invidia o malanimo bensi sorridendo un poco con sentimento di bontà, come suole accadere in ogni parte del mondo.
Mi accorgo che i sassi sorgono spontaneamente e che di persone per sedersi su palline rosa è pieno il mondo.
E forse non mi interessa neppure quello.
Scopro ricche e dorate piscine di amici internazionali senza limiti,
scopro naufraghi senza volto che nuotano verso di me,
scopro che una voce bellissima al telefono può cambiarmi la giornata (grazie G.).
E comunque sono sommerso come sempre.
Ma oggi la mia cristalliera ha vibrato e così ho scostato la tenda,
ho aperto la porta, e poi ho scrutato l’orizzonte in cerca di qualcosa … in cerca di qualcuno …
E tante cose mi riempiono la testa come di schedulazioni è piena la mia agenda, il mio outlook, il mio todo.txt, il mio smartelefono.
E poi penso che a settembre ho il corso di ballo con T.
Ma devo ancora finire Kite. E provare la vela di Enrico. E quella di Mauri.
E questo ginocchio mi rallenta troppo.
E che forse tutto questo serve solo per non sentire il vuoto dall’altra parte della mia testa.
Ma anche no. Dipende.
Adesso dipende dal mio cuore in un venerdi di inizio agosto. Mentre installo qualcosa che non mi interessa minimamente. Mentre mi arriva un SMS da Singapore con scritto “Arrivati. Tutto ok. Carlo” e sorrido felice. Ma dipende anche dalla umidità, dal caldo, dal numero di file che sono aperti in quest’ufficio in questo momento…
Io per ora mi accontento di un testo semplice e di premere “pubblica” adesso. E spero basterà per superare ancora un’altro ferragosto nell’altra parte della mia testa.
PS: Dall’ 8 al 12 non cercatemi. Sono al CCC. (The Camp has everything you need: power, internet, food and fun.)