Impegni che squillano su tempi troppo stretti,
maglioncino attillato di mezza stagione che non basta più;
Poi la pizza la domenica sera o
il cinema che tanto fuori è freddo.
Gli spritz oltre il limite il venerdì notte,
la cena organizzata con molto anticipo perchè così vengono tutti.
Il pc nuovo che vola, il telefono che non telefona.
Edo che insiste con tutti quei dettagli sull’erba non tagliata
e che ricorda ben oltre quello che tu possa credere.
Il nuoto che non riesci a farla rana … proprio no.
E poi esci da fitness e fuori ci sono poche macchine
e tu non alzeresti più neppure un cerino quella sera.
Quel corso di cucina che continuano a rimandarti,
mentre aspetti quei 7 giorni lontano da tutto.
Pashmina nera, solarium, tre rose, vino fermo grazie.
Poi arriva la sera oppure arriva una di quelle cose che urlano.
Un sms strano o semplicemente un silenzio che non sopporti.
A volte basta un cane qualunque.
E quel pezzo che hai dentro prende forma e dice che è tutto suo.
Tutto suo.
Vi è ben poco da agitarsi o divincolarsi. Ben poco.
E’ tutto suo.
D. diceva che non vi era abbastanza posto dentro te.
E. ha scritto negli occhi attenzioni e mille programmi futuri
che non riesci ancora a far tue.
C. inventa soluzioni che mai saprai adottare. E lui lo sa.
L. ti chiede pure egoismo.
Molti dicono e danno e creano mille modi per stare lontano.
Eppure è quasi uno.
Ed è parte di te come allora.
Le mani sono ricordi confusi, ma il calore no.
Il calore è lo stesso.