Fate presto voi la fuori a dire “vai avanti”.
Intanto il vento soffia, i giorni si inseguono da soli, i pacchetti IP ruotano, edo cresce ed il mio mondo resta pieno di cose che urlano:
le punte di alcuni pini
tutte le fiat 500 bianche
le tisane fruttate
il cambiocorsa di Ale
quei grossi file zip dentro la cartella “NO”
i capelli ricci neri
dei passi barcollanti sui tacchi
edo quanto dice “pecchè”
la mia cintura di pitone
klimt e le sue macchie di colore
la mia cucina bianca
la domenica sera tardi
le telefonate a caso a nessuno
i film che perdo
il mio rientro in macchina la sera
questo lentissimo pc
i camici bianchi
tutti quelli che dicono basta
la messa delle 11.00
la sveglia presto il sabato mattina
i fili che fischiano nel vento
lo you&me di vodafone
gli squilli che dicono “sono arrivato”
“l’amore conta” di liga
un piccolo snoopy di pezza
comprar vestiti da solo
E poi un sacco di pezzi di pensiero e di aria e di vita che mi svolazzano attorno portandosi dietro paure e destino e portandosi via grossi pezzi del mio cuore. Che a volte credo sia diventato fin troppo piccolo per tenerci dentro tutto ciò che vorrei.
