Monthly Archive for giugno, 2006

HB G. and G.

Oggi è il compleanno di G.&G.

Spero che la vostra vita scorra bene e piena di gioia.
Come e più di prima.
Volevo ringraziarvi ancora un sacco per tutto quello che mi avete insegnato.

Ringrazio G. per i caffè, per la verdura e le montagne di piselli, la politica creativa, l’arancia obbligatoria a cena … e le parole alla fine.
E per tutto il resto.
Ringrazio G. per avermi insegnato il vento ed i colori; per la tua saggezza sempre e comunque, anche con il silenzio.
E per tutto il resto.

Auguri di Buon Compleanno G.
Auguri di Buon Compleanno G.

Ho costruito una scatola …

Silenzio …
… perchè io ho costruito una scatola.
Lo ho fatto mesi fà ma continuo ad riempirla anche oggi.
Sopratutto di tempo e silenzio ma ci ho messo
dentro anche molte altre cose.
Ciò che avevo e che ho nel cuore, nella testa ed anche nello stomaco.
Ho messo dentro un sacco di domeniche da solo e tante notti insonni, anzi decisamente troppe notti insonni.
E poi l’EN ed il sereno iperico e le tisane di sonno ed un casa vuota
ed il magnesio e le tante foto e tutto quello che avevo nel computer prima Di.
Ora l’acqua distillata non mi fà più paura. Ho imparato a conviverci.
A chi mi dice di essere malinconico gli dico
di smetterla e lo metto nella scatola.
Poi faccio ancora silenzio.
Ogni tanto qualcosa lì dentro borbotta parole lontane e presagi, auguri di bene. Borbotta futuro.
Ma è ben chiuso nella scatola ed io aggiungo sopra ancora silenzio per renderla forte, per rendermi forte.
Sento quelle voci benissimo ma il silenzio è la mia unica risposta.
E’ per adesso ancora l’unico modo che mi ha
dato ogni tanto qualche pezzo di vita vera.

Perchè qui fuori vi sono tante belle cose
che non avevo mai conosciuto così:
il mio tempo libero,
il sole, il mare e l’abbronzatura che ho imparato ad amare,
la palestra e la fatica che mi occupano tutte le sere,
i massaggi e gli oli essenziali della mia estetista,
gli amici del venerdi a spasso per il centro,
il computer che non funziona,
il vento ed i colori dei miei acquiloni che mi fanno sentire libero,
gli amici non abili quanto altri,
la gioia delle ferie nel dolce far nulla,
l’abbraccio profondo dei miei cari.
Poi vi è D.T. e M.G. e F.B. e P.Z. e A.B. e C.G.
e tutta la mia famiglia (C. C. L. M. R. E.).
E poi ancora silenzio e silenzio e silenzio e silenzio.
E la scatola regge bene e si dimostra amica senza paura.
Diventa sempre più robusta a forza di foderarla e coprirla di silenzio.

Non so che fine farà questa scatola domani.
Magari la dimenticherò un giorno e smetterò di fare silenzio
senza neppure accorgermene. Non lo so ancora.
O forse il tempo la spazzerà via da solo.
Per ora resta una cosa mia e solo mia.
Come il silenzio che vi metto dentro.

Madrid 26-28

Un giretto con un paio di amici ho detto a qualcuno. Una vacanza veloce e in tutta economia ho detto ad altri. In realtà Madrid è stata un lampeggiante weekend in tutta corsa con alzata all’alba e ritorno all’alba. Un modo per strappare al mio tran tran di lavoro 3 giorni diversi, 3 giorni lontani dalla mia testa e dalle mie emozioni che scorrono senza sosta. In un posto lontano. Per visitare una città che non conoscevo e che un pò mi incuriosiva. Un weekend arrivato e passato così velocemente da non essermi neppure accorto dello stacco. A volte mi pare di aver visitato una città lontana pochi km da casa mia. Nulla più. Molto bella in certi angoli e scorci di luce … ma anche fredda e senza sosta come una qualsiasi metropoli europea. Tutto questo è stata per me “Madrid 26-28″. Eccovi le foto.

Madrid2006