Ba… Avrei potuto scrivere la classica news, le solite due paroline su quanto è stato bello e coinvolgente. Ma vi avrei stancato. Così mi limito a girarvi alcune foto dell’evento che descrivono meglio di ogni parola l’accaduto. Spero che questo 2006 sia un buon anno di lavoro per tutti e che le tante idee e propositi esposti in questo incontro trovino prima di tutto dentro di noi la massima espressione creativa e la massima motivazione al risultato. Auguro a tutti voi fin d’ora un Buon Lavoro. Ecco alcune foto dell’evento.
Monthly Archive for febbraio, 2006
Stamattina la capitale è coperta di una fitta coltre di nubi e la pioggia invade ogni angolo nascosto portando freddo e dubbi ovunque. Sono qui per fare un lavoro che mi dico mi dovrebbe piacere ma la mia testa da qualche giorno è forzatamente da un’altra parte .. che poi è sempre la stessa parte. Ogni decina di giorni mi sono oramai abituato a questo crollo e tento solo di farlo passare con quello che ho, nulla più.
Così stamane mi alzo e scendo nella hall per attendere quel taxi che mi porterà al lavoro in quel posto pieno di camici bianchi che tanto mi ricordano un ambiente caro e … ecco succede una cosa diversa.
Leggo di sfuggita alcuni giornali sul bancone e cado per sbaglio su uno dei tanti articoli che parlano di olimpiadi (un mondo ed una festa lontana anni luce da ciò che mi accade) e precisamente di quei 26 secondi di mondovisione intercorsi fra la coppia FusarPoli-Margaglio dopo l’errore che gli ha giocato l’oro olimpico altrimenti meritato. Leggo che l’opinione pubblica si divide in chi accusa lui per non aver avuto la forza di avvicinarla subito e di abbracciarla in quel momento difficile, e chi invece lo difende visto lo sguardo di fuoco con il quale lei lo teneva a distanza e dal quale lui non si poteva difendere altrimenti. L’articolo è di Massimo Gramellini e finisce con un paragrafo che mi ha colpito e che riporto integralmente:
“Una cosa è sicura: ogni coppia rappresenta una magia miracolosa e smarrisce se stessa non appena ciascuno dei suoi membri, per noia o per paura, smette di sentirsi un “io” perso in un “noi” e ricomincia a pensarsi e ad agire solo come “io”. Succede sul ghiaccio, ma anche
in altri luoghi molto più scivolosi, tipo la vita.”
La cosa diversa è quella frase: “io” perso in un “noi”.
Stamattina il mio giorno parte con questo.
Perchè “io” da solo non funziona.
Perchè “noi” da solo non funziona.
Solo questo.